I mitici anni 90 nostalgia del passato

Dai walkman ai Levis. jeans a vita bassa con fondo a zampa di elefante, abbiamo indossati maglioni informi e multicolor della Benetton.

11/04/2019 18:00
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Siamo passati dai Levis mom fit ai jeans a vita bassa con fondo a zampa di elefante, abbiamo indossati maglioni informi e multicolor della Benetton.

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Andavamo in giro con i chocker al collo e le Buffalo ai piedi. Orgogliose vestivamo Onyx e Fornarina. Odiavamo le spalline che per noi erano solo un brutto ricordo lontano. Niente capelli cotonati come Madonna, ma solo trecce come Britney. Ascoltavamo in radio le canzoni dei Blue e ballavamo sulle notedelle Spice Girls.

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Dopo pranzo eravamo tutte incollate allo schermo della TV per guardare Non è la Rai, mentre i nostri fratelli scendevano in cortile a scambiarsi figurine Panini con gli amici.

Non c’era Spotify, la musica la sentivamo con il walkman, dopo però aver passato prima ore a riavvolgere il nastro della cassetta con la matita.

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A scuola andavamo con l’Invicta, e i nostri segreti li nascondevamo nel diario, che custodivamo gelosamente nel nostro BancoScuola. Le nostre beniamine erano Xena e Fantaghirò; sognavamo di essere Donna o Kelly di Beverly Hills, di sposare Dylan, e di avere un amico come Willy il Principe di Belair.

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Niente Netflix, niente serie tv da guardare in streaming, il pomeriggio si guardava Lady Oscar, Mila&Shiro e poi La Tata. Per vedere un film, dovevi aspettare di poter fittare la videocassetta. Abbiamo pianto guardando Bambi, siamo cresciute con Dawson’s Creek.

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Avevamo i poster di Leonardo di Caprio nell’armadio, mentre i nostri compagni di scuola avevano il calendario Pirelli sotto il letto.

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I viaggi intercontinentali erano per pochi, l’estate si andava al mare dalla nonna. Sveglia presto la mattina, tutti insieme nell’auto super carica, senza aria condizionata ovviamente, ma con il vento che scompigliava i capelli. Quelle ore interminabili le trascorrevamo cantandondo le canzoni più disparate, passando da Battisti ai Lunapoop.

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Si giocava a beach-volley con il Super Santos, a calcio balilla e ci rincorrevamo a colpi di super liquidator. Si compravano i gettoni per mettere al Jukebox il tormentone dell’estate o per ballare fino alla nausea la macarena. Non conoscevamo gli aperitivi in spiaggia, ma ci accontentavamo della ghiacciolo alla menta che ci costava solo 600 lire. Indossavamo costumi tanto sgambati da fare invidia a Pamela Anderson.

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Usavamo le cabine telefoniche per chiamare le amiche lontane, mandavamo cartoline e compravamo portachiavi come souvenir.

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Diventavamo grandi leggendo Cioè e ascoltando i consigli dell’esperto. Non scattavamo selfie, ma avevamo poche fotoricordo sfocate fatte con la Kodak usa e getta. Altro che messaggi whatsapp, emoji o like, uno squillo contava più di mille parole. Alle feste ci divertivamo cantando al Karaoke o giocando a Twister. Siamo cresciuti con acchiapparello, nomi cose e città, tris e nascondino. Abbiamo avuto la prima Nintendo 64 e trascorso ore al GameBoy sperando di salvare la principessa Peach.

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A merenda mangiavamo pane burro e marmellata, con il timore che ad ogni macchia apparisse Calimero ad esclamare “Ava come lava”. Il nostro profumo preferito era quello del Didò e delle penne gel colorate. Le nostre mani sempre appiccicate per colpa del crystalball. Abbiamo creduto alla Fatina dei denti, a Babbo Natale, a Dodò dell’Albero Azzurro, e desiderato ardentemente bere un tiramisuper insieme a Tonio Cartonio.

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Non giravamo video da postare su youtube o storie per Instagram, stalkeravamo il tipo che ci piaceva su MSN, e ad ogni il trillo sentivamo il cuore esplodere nella speranza fosse lui. Avevamo sogni nel cassetto e le gazzelle Adidas nella scarpiera.

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Non sapevamo cosa avremmo fatto da grandi né chi saremmo diventati, chi “voleva fare la modella” come Naomi o Claudia, chi la stilista esercitandosi, con Gira la Moda, chi sognava di diventare dottore, tanto grazie all’allegro chirurgo avremmo potuto fare un intervento a cuore aperto ad occhi chiusi, ma sicuri che un giorno tutti noi saremmo potuti diventare dei buoni genitori, infondo il nostro Tamagotchi era morto di fame o di sete quante? Solo 7/8 volte?

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Nati con la Guerra del Golfo e con la caduta del Muro di Berlino, ricordiamo il crollo delle Torri Gemelle, gli scandali di Tangentopoli. Siamo stati i primi bambini ad usare il computer e gli unici adolescenti a conoscere i floppy disk. Abbiamo fatto le ricerche sulle enciclopedie, abbiamo visto nascere e poi morire le prime chat.

Sognavamo guardando Piccoli problemi di cuore e ci sentivamo ricchi con le 10.000 £ in tasca. Aspettavamo il Festivalbar con Fiorello, il nostro profumo preferito era il Bon Bon Malizia e non avremmo mai barattato un gioiello Cartier con l'anello in gomma trovato nelle patatine.

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Collezionavamo schede telefoniche e ciucciotti colorati. Abbiamo conosciuto i miti greci grazie a Pollon e imparato l’anatomia con Esplorando il corpo umano. Abbiamo giocato Snake con il nostro Nokia, inviato i primi SMS e i primi TVB. I biglietti di auguri con i Diddle sulla copertina al compleanno erano molto più sentiti di qualunque altra GIFT. Abbiamo guardato Gira La Ruota, la Corrida di Corrado e visto il primo trono di Uomini e Donne.

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Pianto per la morte di Lady D. e dopo l’assassinio di Versace. Abbiamo portato fieri la biancheria Calvin Klein fuori dai Jeans, cantavamo a squarciagola “hanno ucciso l’uomo ragno” e ballato asereje, chiedendoci ancora oggi che fine abbiano fatto le Las Ketchup.

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Abbiamo appreso dal passato e ci siamo catapultati senza accorgercene in un nuovo futuro fatto di moneta unica, wi-fi, di e-mail, di apericena, di sushi, stando attenti a contare i passi con l’apple watch e a cronometrare il tempo con l’iphone.

Noi figli dei figli dei fiori e futuri genitori delle influencer di domani, a cavallo tra il mondo sociale e quello social.

Noi fortunati di essere quelli dei mitici anni 90s.