Le più note Riviste di moda tra Storia e scandali

La storia del successo di Vogue, Vanity Fair e Glamour e le copertine più importanti e scandalose

27/02/2019 10:55
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Le prime riviste di moda hanno iniziato ad apparire in Francia a partire dalla metà del ‘700, inizialmente soltanto l’élite si interessava a questo nuovo fenomeno sociale, poiché gli abiti servivano a distinguere le diverse classi sociali, in seguito invece anche i ceti medi iniziarono ad interessarsi al mondo della moda.Le riviste di moda hanno caratterizzato dei cambiamenti socio-culturali, perché come mezzo di comunicazione era capace di raggiungere molte più persone.

VOGUE

Vogue, con edizioni in 19 paesi è ritenuta ancora oggi una delle riviste più prestigiose ed influenti nel mondo della moda, l'edizione statunitense della rivista è diretta da Anna Wintour. 
Fondata alla fine dell'800 a New York da Arthur Baldwin Turnure, inizialmente Vogue aveva un'uscita a settimana ed era stata creata e pensata per rappresentare l'élite newyorkese, aveva molte rubriche come: La moda elegante a buon prezzo, La toeletta della signora e Pettegolezzi mondani. Agli inizi del 1900 Vogue fu acquistata da Condé Montrose Nast, che diventando il nuovo editore apportò numerose modifiche alla rivista, l'aumento di spazi pubblicitari, l'uscita di Vogue da settimanale diventò bisettimanale e ad aumentare furono sia le pagine della rivista che il prezzo, le copertine diventarono più colorate e gli articoli dedicati alla moda aumentarono.
Furono proprio queste scelte di Nast a portare la rivista al successo, che diventò diventò una delle riviste di moda più importanti, raggiungendo in meno di un anno incassi di gran lunga superiori a quelli delle riviste concorrenti.
Grazie al successo ottenuto a New York, Nast, decise di far diventare la rivista internazionale, esportandola a LondraFranciaSpagna e Germania, e a metà del ‘900 circa Vogue venne addirittura quotato in Borsa.
Negli anni la direzione di Vogue passo nelle mani di donne importanti, da 
Marie Harrison Edna Woolman Chase, per poi passare a Jessica Daves fino ad arrivare a Grace Mirabella, che sotto la sua direzione Vogue diventò mensile, una scelta portata dal fatto che i numeri venduti a inizio mese erano molto di più dei numeri venduti a metà mese, scelta che negli anni fece passare Vogue da una tiratura di 400 mila copie ad più di un milione.

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La copertina di Vogue.

VANITY FAIR

A differenza di Vogue, Vanity Fair è più recente, pubblicata a partire dagli anni ’80, grazie ad un rilancio dal proprietario della Condè NastVanta firme importanti come quelle di Maureen Orth, Sebastian Junger e Michael Wolff, scatti dei migliori fotografi al mondo, come Mario Testino e Herb Ritts.

Vanity Fair è nota soprattutto per gli articoli di qualità, non solo riguardanti la moda, ma anche di denunce, come l’articolo della giornalista Marie Brenner, che scrisse un articolo di denuncia sull’industria del tabacco dal titolo “The Man Who Knew Too Much” , da cui è stato addirittura tratto il film con Al PacinoInsider - Dietro la verità”.

Inoltre, Vanity Fair, ha anche un numero attuale dedicato a Hollywood, dove raccoglie le foto delle nomination agli Academy Award.

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La copertina di Vanity Fair.

GLAMOUR

Anche Glamour è una rivista si importante, ma anche molto giovane, infatti nel 2017 ha compiuto 25 anni in Italia.
Una rivista pubblicata ogni mese, dove tratta principalmente argomenti femminili, come la moda, pubblicata dall’editore Condé Nast Publication per la prima volta negli Stati Uniti nel 1939.
In Italia Glamour arriva soltanto nella fine degli anni ’90.
Quando nel ’39 uscì la prima pubblicazione di Glamour il suo nome era “Glamour of Hollywood” e costava soltando 15 centesimi.

Glamour ha visto un susseguirsi di direttori, come Grazia D’Annunzio, il primo direttore della rivista, che fin da subito ha dato a Glamour una forte estetica.
Il direttore Valeria Corbetta, invece, ha trasformato la rivista nel formato pocket nel 1998, formato che ad oggi conosciamo tutti.
Nel 2001 invece, grazie al direttore Danda Santini, inizia la creazione del sito online, compito affidato alla vice-direttrice Paola Centomo che dopo due anni prenderà il post di direttore di Santini.
Dal 2013 invece a dirigere Glamour è Cristina Lucchini.

Dopo più di 25 anni Glamour si conferma come una delle riviste di moda più lette in Italia.

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SCANDALI E COPERTINE INDIMENTICABILI

Nel 1968, nel mese di agosto, Glamour suscitò molto scalpore con la sua copertina, che ritraeva Katiti Kironde, fin qui nulla di scioccante, ma ciò che attirò l’attenzione di tutti è che Kironde fu la prima donna di colore ad apparire sulla copertina di una rivista.

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Vanity Fair, invece, con le sue copertine ha fatto molto parlare di se, come quando pubblicò la foto di Demi Moore senza veli con il pancione nel 1991, che ha suscitato molte critiche.
Oppure quando nel ’99 pubblicò in copertina Mike Myers vestito come una divinità Indù, che ha ricevuto così tante critiche che alla fine sia la rivista che il fotografo David LaChapelle non hanno potuto far altro che scusarsi.

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Anche Vogue non è da meno, fin dall’inizio ha sempre avuto molta cura delle proprie copertine, ma ovviamente alcune sono anche state criticate.
Come la copertina che ritrae la star NBA LeBron James insieme alla modella Giselle Bundchen, molti hanno gridato subito al razzismo, poiché LeBron era in una posa che ricordava molto il gorilla gigante “King Kong”.

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LE RIVISTE FEMMINILI DEL '700 E '800

Molte sono le riviste femminili che sono state pubblicate tra il 1700 e il 1800, ma che oggi non vengono più stampate:

Le Journal des Dames, che veniva pubblicato a Parigi a partire dal 1759.

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Il Corriere delle Dame, che veniva pubblicato a Milano dal 1804 al 1874.

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The Lady's Magazine, pubblicato a Londra dal 1770 al 1837.

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Godey's Lady's Book, pubblicata negli Stati Uniti dal 1830 al 1898.

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