Mike Myers posò per la rivista di moda Vanity Fair e fu scandalo

Mike Myers era stato fotografato da David LaChapelle per la rivista Vanity Fair in varie pose che ricordano divinità Hindu, e nel '99 fu scandalo

17/03/2019 00:00
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La rivista di moda Vanity Fair è abbastanza nota per le sue copertine che creano scandalo, ve ne ho già parlato in un articolo precedente citandone alcune, tra cui quella dove vedeva l'attore canadese Mike Myers nei panni di una stravagante divinità Hindù nell'aprile del 1999.

Myers era stato fotografato da David LaChapelle con la pelle colorata in oro e vestiti sempre nella tonalià oro, in varie pose, una dove teneva una lunga lingua rossa che pendeva dalla sua bocca e delle apsaras, spiriti femminili delle nubi nelle mitologie indù e buddista, dalla pelle blu sedute tutte intorno a Mike Myers, che rappresentava in quello scatto probabilmente "Kali".

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Fonte Web.

Ma la foto pubblicata non era soltanto una, ma ben si due, la seconda fotografia pubblicata su Vanity Fair nel '99 vedeva Myers in primo piano, con una mano tenuta ben in vista sopra la testa, decorata con un Mehndi, il tatuaggio temporaneo eseguito con henné naturale rosso di solito utilizzato per cerimonie come il matrimonio, dove si può intravedere la scritta "Call My Agent", ed un palmare dove il suo schermo mostrava la scritta "Om".

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Fonte Web.

Ovviamente questi scatti pubblicati sulla rivista Vanity Fair avevano scatenato in quel periodo molte polemiche, i lettori, specialmente quelli Hindu, erano divisi in due, c'è chi si era sentito offeso, preso in giro e chi non aveva visto nessuno scandalo in ciò.
Ma a chi non era favorevole questi scatti erano sembrati delle caricature vere e proprie che andavano ad offendere la religione e c'era stato chi addirittura aveva affermato che Vanity Fair non si sarebbe mai permessa di pubblicare scatti simili con un rabbino o un prete e che quindi rappresentare la religione Hindu, anche se ricca di colori e mistero, come una dichiarazione di moda era offensivo verso la loro spiritualità e religione.

Grazie a tutte queste polemiche era intervenuto anche il SAJA, l'Associazione dei giornalisti dell'Asia meridionale, che però a differenza di come si pensava, in quel periodo, non ha condannato gli scatti ne ha preso una posizione a riguardo, ma ha scansionato sul sito SAJA le foto "incriminanti" per dar modo ai membri ed al pubblico di esprimere liberamente la loro opinione a riguardo.

Ciò aveva creato ancora più scalpore tra la gente e moltissime riviste ne avevano iniziato a parlare, come l'India Abroadun settimanale che si concentra principalmente sulle notizie che riguardano l'India, che aveva pubblicato un articolo dal titolo "Le persone sono sconvolte dalle foto delle divinità". 
Newsweek, una rivista generalista statunitense, invece aveva citato Sree Srinivasan, professore di giornalismo alla Columbia, che come molti lettori avevano già pensato aveva dichiarato " Vanity Fair non lo farebbe con un rabbino o un prete "

Anche Amardeep Assar, professionista del marketing indiano, ne aveva parlato, mandando ai tempi addirittura una lettera a Vanity Fair dove chiedeva se con la religione Cristiana o Ebraica avesse avuto il coraggio di rappresentare i loro simboli spirituali in questo modo.

MA IN TUTTO QUESTO IL FOTOGRAFO LACHAPELLE?

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David LaChapelle, fotografo e regista statunitense, molto famoso per i suoi scatti colorati ed a volte anche bizzarri quando si era reso conto che le sue foto, fatti a Mike Myers per Vanity Fair, avevano creato tutte queste critiche non aveva potuto far nient'altro che scusarsi, dichiarando al SAJA, "Vorrei scusarmi se queste fotografie danneggiano o offendono i sentimenti di qualcuno"
"Le fotografie erano intese come un modo umoristico". 

Saranno bastate queste scuse per far calmare gli animi dei lettori?