Young American, manifesto della cultura giovanile americana

Young American, lanciato il 27 Marzo, la Tomanova celebra un America ancora piena di sogni, di possibilità, di speranza e libertà

28/04/2019 00:00
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Marie Tomanova è nata in Cecoslovacchia ed è cresciuta nella regione della Moravia meridionale. Dopo aver terminato i suoi studi in arte e pittura, nel 2010 si trasferisce negli Stati Uniti e ad oggi vive e lavora a New York. Il suo lavoro ha subito diversi mutamenti negli anni, sia in relazione ai temi sia nell'approccio. I temi più ricorrenti nelle sue foto e nei suoi video sono identità, sessualità, diversità di genere, inclusività e spostamento; in uno dei due progetti attuali a cui sta lavorando, realizza autoritratti fotografici che parlando del problema dello spostamento, del trovare il proprio posto nel paesaggio e nella società americana. Questa sua prima monografia, Young American, ha visto la luce proprio nel marzo di quest'anno, ed è ampliata dall'introduzione di Ryan McGinley.

Nel libro di debutto Young American, lanciato il 27 Marzo, la Tomanova celebra un "America" ancora piena di sogni, di possibilità, di speranza e libertà. Arrivata negli Stati Uniti, dopo aver vissuto lo spettro del comunismo nel suo paese d'origine e vivendo le limitazioni date da una piccola cittadina di campagna, la Tomanova vede il futuro a colori e in positivo, speranza donata dalla grande vivacità dei giovani americani, che definisce un concentrato unico, introvabile al mondo. Lei stessa definisce questo libro l'espressione del sogno americano, di ciò che aveva sempre sognato per se stessa. Da immigrata ceca, attiva nella lotta di integrazione in un nuovo ambiente, facendo i conti con il suo passato ed il suo futuro incerto, la fotografa visualizza attraverso la sua arte, negli autoritratti scattati tra il 2015 e il 2018 nella grande mela, un'America in cui l'individualità e la diversità sono valutati come aspetti unici e non come una mancanza di identità. L'opera prima della Tomanova è sfacciatamente sincera, ha il pregio di entrare in contatto con l'individualità del soggetto, in cui diventa impossibile non identificarsi. Young American è un elogio dell'ottimismo, della giovinezza e della connessione umana, tra popoli ed individui, essenziale per qualsiasi vita. Il cuore vitale di questo progetto è la profondità dei ritratti della Tomanova ed è un incanto notare come essi sembrino guardare in profondità, a loro volta, nello spettatore. Young America afferma la presenza di una speranza per un futuro migliore come antidoto alla situazione politica e sociale odierna, fatta di intolleranza ed oppressione. Young American non si limita solo a dare voce alla potente emancipazione dei giovani, ma anche alla disintegrazione di qualsiasi tipo di idea nociva sulla questione dell'identità. L'opera si può contestualizzare in uno scenario che vede la cultura giovanile sempre più avanti ed importante, in grado di riformare il concetto di genere e di società, e di innescare una vera e propria rivoluzione ideologica, ad oggi quanto mai necessaria.
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Risulta chiaro che Young American nasce dall'esperienza proprio della Tomanova come immigrata nel trovare il suo spazio nella complessa società americana e il profondo significato che dà alle connessioni umane.
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Una delle più grandi amicizie nate per l'artista in terra americana, è quella con il fotografo statunitense Ryan McGinley. Proprio colui che è stato d'ispirazione all'artista ceca, coglie perfettamente il senso del lavoro di Marie Tomanova e lo riporta in parole nella sua introduzione al libro. McGinley definisce Young American come una visione sul futuro, dove i vecchi concetti di bellezza e apparenza non esistono, dove, come esprimono le foto della Tomanova, ognuno può semplicemente essere se stesso. Si può dire che McGinley sia stato la massima ispirazione per la Tomanova, dato che grazie alla scoperta dei suoi lavori, la giovane fotografa ha deciso di trasferirsi dalla California a New York.
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Come e perché nasce Young American

Marie Tomanova ha rilasciato recentemente un'intervista in cui spiega come nasce questo progetto riguardante Young American e come sia per lei un sogno che si realizza. Il suo è un lavoro d'istinto, asseconda l'impulso nel momento in cui è presa dalla voglia di scattare. La fotografa racconta come sia ricca di spunti la città in cui vive, dove ogni giorno incontra persone affascinanti e diverse, che non temono di apparire bizzarre o fuori dal coro, sia che seguano la moda sia che abbiano una propria personalità. I soggetti preferiti li incontra a eventi mondani, ed è per questo che ci si catapulta. Frequenta assiduamente aperture di locali o di eventi di moda poiché riesce a trovare le persone più coraggiose e temerario in fatto di look e stile personale. L'artista racconta di come la parte più divertente del fatto di trovare soggetti adatti alle sue fotografie è il dover spesso chiedere di posare a persone estranee, completamente sconosciute. Questo l'ha portata a combattere anche le sue stesse paure, prima tra tutti la timidezza, un progresso che l'ha resa ancora più forte. Ed è proprio questo che rimarca la Tomanova quando parla di Young America: la potenza, il potere immenso che le persone hanno quando sono se stesse.
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Young American si trasforma quindi da progetto istintivo e individuale, per esprimere la difficoltà di Marie Tomanova nell'adattarsi ad una nuova società, in quanto immigrata, ad un libro inno della cultura giovanile americana e della sua intelligenza nel combattere le discriminazioni e le antiquate idee politiche.
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L'immagine, il ritratto, il rapporto tra la Tomanova e i suoi modelli, il rapporto tra spettatore e fotografia e, in definitiva, il rapporto tra fotografia e società stabilisce un rapporto di umanità e sensibilità in cui c'è un insieme di tolleranza, accettazione ed affinità. In Young American, i giovani americani, in un momento chiave della storia, resistono al vincolo dell'assoluto, dell'imposto, rifiutando ciò che sentono non conforme al loro essere e rifiutando la stessa omologazione che i social media e le influenze negative vogliono mantenere.
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L'idea di affermazione di un proprio spazio nel mondo è fondamentale per comprendere i ritratti di Marie Tomanova, non solo per comprendere i soggetti raffigurati, ma anche per comprendere il fotografo, l'occhio che cattura questi momenti. In ogni ritratto ognuno esprime il proprio diritto di essere, di essere visti e affermarsi. Il ritratto non è altro che una testimonianza del fatto che contano.